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Nel giugno 1946, i cittadini italiani votarono l'abolizione della monarchia e la nazione divenne una repubblica democratica. Il Parlamento italiano è composto da 945 membri eletti. È diviso in due camere, entrambe con diritti e poteri identici. La Camera dei deputati, chiamata anche Camera bassa, è composta da 630 seggi. Per eleggere i membri della Camera bassa, la nazione viene divisa in 26 circoscrizioni, queste eleggono 617 membri del Parlamento. La regione Valle d'Aosta ne elegge uno e i restanti 12 vengono eletti dagli italiani che vivono all'estero.
Il Senato italiano, conosciuto anche come la Camera alta, è composto da 315 membri. Il Senato viene eletto su base regionale attraverso il suffragio universale. I seggi vengono suddivisi a seconda della popolazione delle differenti regioni. Sei seggi vengono votati dagli italiani che vivono all'estero.
Entrambe le Camere vengono elette ogni cinque anni.
Diversamente dal sistema americano e da quello britannico, dove i voti vengono dati direttamente a candidati individuali, il sistema di voto italiano è basato su un sistema 'partitico', nel quale i candidati del partito sono classificati in ordine d'importanza. Per esempio, se un partito ottiene 10 seggi, saranno i primi 10 candidati della sua lista a essere selezionati e prenderanno posto all'interno del Parlamento.

In questo sistema le coalizioni sono largamente diffuse. Per creare una coalizione durante un'elezione, i singoli partiti devono firmare un documento che attesti la creazione della coalizione e stipuli un accordo per supportare la nomina di un singolo leader.
Il partito o la coalizione con il numero maggiore di voti sarà incaricato dal Presidente della Repubblica della formazione del Governo. Questo Governo dovrà ricevere un voto di fiducia da entrambe le Camere prima di iniziare ad esercitare il suo potere. Per questa ragione si eseguono votazioni parlamentari (all'interno di entrambe le Camere) conosciute come “voti di fiducia” in modo da comprendere l'entità del supporto del Parlamento nei confronti del Governo. Il Parlamento può richiedere in ogni momento una nuova votazione di fiducia, quando una certa porzione dei membri delle Camere lo ritengono necessario. Se il Governo non riesce a guadagnare un supporto sufficiente sarà obbligato a dimettersi dall'incarico.

A questo punto, il Presidente potrà domandare ai partiti di creare un nuovo Governo che abbia il supporto del Parlamento, oppure può tentare lui stesso di creare un nuovo Governo. Se entrambe queste opzioni non risultano possibili e non esiste un possibile Governo che ottenga il supporto necessario, il Parlamento verrà dissolto e si dovranno tenere nuove elezioni.

Questa legge elettorale è stata criticata ampiamente dai partiti di centro-sinistra, basando le loro tesi sul fatto che tale legge favorisca i partiti di destra. È stata attualmente proposta una riforma delle leggi elettorali.
Il potere esecutivo è in mano al 'Consiglio dei ministri', o Gabinetto, il quale viene nominato dal Primo ministro (Presidente del consiglio dei ministri). Il potere legislativo è gestito principalmente dalle Camere del Parlamento, e secondariamente dal Consiglio dei ministri. Il potere giudiziario è indipendente dal Parlamento.

Il Presidente è il capo di Stato e dev'essere indipendente da tutti i rami del Governo. Come capo di Stato, il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità della nazione e nella sua figura sono stati convogliati molti doveri e poteri che precedentemente erano a carico della monarchia.

Il Presidente risulta essere il punto focale tra i tre poteri: viene eletto dai legislatori, nomina coloro che gestiscono il potere esecutivo, ed è il presidente dell'ordinamento giudiziario. Il Presidente è inoltre il capo supremo delle forze armate.
Il Presidente della Repubblica viene eletto da un collegio elettorale che consiste in entrambe le Camere del Parlamento con l'aggiunta di 58 rappresentanti regionali. La durata della carica è di sette anni. L'elezione del Presidente implica la necessità di un'ampia maggioranza che assicuri il supporto completo del Presidente eletto da parte di tutti i partiti politici.

Nessun presidente è mai riuscito a concludere due mandati. Normalmente, il Presidente tende a restare al di fuori dei discorsi politici quotidiani, funge da garante istituzionale e deve gestire tutte le parti coinvolte all'interno del processo politico. Come garante della Costituzione italiana, il Presidente può inoltre respingere delle leggi apertamente anticostituzionali, rifiutandosi di firmare.

Il Presidente della Repubblica nomina il Consiglio dei ministri e il suo presidente (Primo ministro). Il Primo ministro consiglia al Presidente della Repubblica i membri che dovrebbero comporre il Consiglio dei ministri (Gabinetto), il quale comprende i ministri che gestiranno i differenti ambiti governativi. In pratica, il Presidente accetta i suggerimenti del Primo ministro e sottomette al voto di fiducia delle due Camere i membri del Consiglio proposto.